Meshtastic: canali privati e cifratura PSK, perché non usare mai LongFast di default

Pubblicato il 13/07/2026 Comunicazioni LoRa

Chi installa Meshtastic per la prima volta lascia quasi sempre il nodo sul canale predefinito LongFast. Funziona, si vede subito la rete e i primi messaggi arrivano: comodo per un test, ma da evitare per un uso reale. La chiave di cifratura di quel canale è nota a chiunque installi l'app, quindi non protegge nulla dalla lettura di terzi: chiunque nel raggio radio con lo stesso preset può decodificare i pacchetti. Se il progetto prevede messaggi tra un gruppo definito di persone — famiglia, squadra di soccorso, evento, escursione organizzata — serve un canale con chiave propria.

Come funziona la cifratura dei canali

Ogni canale Meshtastic ha un nome, un preset di modulazione (es. LongFast, MediumSlow, ShortFast) e una chiave PSK (pre-shared key) usata per cifrare il payload con AES. Il firmware supporta chiavi a 256 bit (consigliate) o 128 bit. Il canale primario del dispositivo è quello che stabilisce anche i parametri radio condivisi con tutta la mesh a cui ci si vuole collegare; i canali secondari (fino a un totale di otto per nodo) permettono di separare conversazioni diverse mantenendo comunque la ricezione dei messaggi broadcast della rete pubblica, se lo si desidera.

Una chiave PSK "vuota" o quella di default (nota in app come chiave standard a byte singolo) equivale a nessuna protezione reale. Generare una chiave nuova rende i messaggi illeggibili a chi non possiede lo stesso canale configurato.

Creare un canale privato con l'app

La procedura è identica su Android e iOS:

  • Aprire l'app Meshtastic e collegarsi al nodo via Bluetooth.
  • Andare nella sezione Channels (Canali).
  • Selezionare il canale primario o aggiungerne uno nuovo come secondario.
  • Assegnare un nome distintivo (es. "Squadra-2026"): il nome stesso non cifra nulla, serve solo a riconoscere il canale in lista.
  • Generare una nuova chiave PSK toccando l'apposita icona di rigenerazione casuale, oppure lasciare che l'app proponga automaticamente una chiave AES-256.
  • Scegliere il preset di modulazione coerente con quello degli altri nodi della mesh (di solito LongFast se si vuole mantenere buona copertura, o preset più veloci se i nodi sono vicini).
  • Salvare e attendere il riavvio del nodo.

Da questo momento il dispositivo cifra tutto il traffico su quel canale con la nuova chiave: chi non la possiede vede solo pacchetti radio non decodificabili, non testo in chiaro.

Condividere il canale con il resto del gruppo

Non serve trascrivere la chiave a mano: Meshtastic genera un QR code (e un URL equivalente) che racchiude nome del canale, preset e PSK. Per condividerlo:

  • Nella schermata del canale toccare l'icona di condivisione per mostrare il QR code.
  • Far inquadrare il QR code agli altri dispositivi tramite la stessa app, che importerà automaticamente tutti i parametri.
  • In alternativa copiare l'URL generato (inizia con un link del tipo meshtastic.org/e/#...) e inviarlo su un canale sicuro, es. messaggistica cifrata, non email in chiaro se la riservatezza è importante.

Attenzione: chiunque riceva quel QR code o quell'URL ottiene la chiave completa. Trattatelo come una password: non postarlo in gruppi pubblici o social se il canale deve restare davvero privato.

Restare comunque visibili sulla rete pubblica (se serve)

Molti utenti vogliono un canale privato per le comunicazioni riservate ma senza perdere la visibilità della mesh pubblica locale (utile per emergenze o per sfruttare i nodi ripetitori esistenti). La soluzione è mantenere LongFast come canale secondario, oltre al canale privato: il nodo continuerà a inoltrare e ricevere anche il traffico pubblico, mentre i messaggi sul canale cifrato personalizzato restano leggibili solo dal gruppo che condivide la chiave.

Errori comuni da evitare

  • Usare la stessa PSK su più progetti diversi: se la chiave trapela da un contesto, compromette anche gli altri.
  • Cambiare la chiave PSK senza risincronizzare tutti i nodi: i dispositivi rimasti sulla vecchia chiave semplicemente non decifreranno più nulla, sembrando "silenziosi" pur ricevendo pacchetti.
  • Affidarsi al solo nome del canale per la sicurezza: il nome viaggia in chiaro nei metadata del canale, non è un elemento di cifratura.
  • Dimenticare di impostare lo stesso preset di modulazione su tutti i nodi: canali con preset diversi non si sentono tra loro anche con la chiave corretta, perché cambiano parametri radio come bandwidth e spreading factor.

Verifica da riga di comando

Per chi preferisce il CLI Python (meshtastic-python), la configurazione dei canali si gestisce con comandi come --ch-set e --ch-add, utili soprattutto per script di provisioning su più nodi identici (es. un intero gruppo di ripetitori o dispositivi da consegnare già pronti). È il metodo più rapido per generare e replicare la stessa chiave su decine di dispositivi senza passare per il QR code su ciascuno singolarmente.

In sintesi: pochi minuti di configurazione trasformano una rete Meshtastic "aperta a chiunque ascolti" in un canale davvero riservato al proprio gruppo, senza rinunciare — se lo si desidera — a restare agganciati anche alla mesh pubblica per copertura ed emergenze.